Per cominciare, il termine marmista indica semplicemente la professione di colui che lavora il marmo con i suoi strumenti. Dietro tutto ciò, però, si cela un mestiere molto antico che richiede a chi lo pratica un’alta specializzazione. In particolare, il marmo può essere lavorato per qualsiasi tipo di esigenza e di seguito ci soffermeremo sulla lavorazione per fini funerari. Le lapidi presenti nella maggior parte dei cimiteri, infatti, sono fatte di marmo e richiedono una particolare lavorazione anche per quanto concerne l’incisione e la scrittura di frasi ed epitaffi.
Di seguito, in ogni caso, vedremo in cosa consiste la professione del marmista, le sue attività e gli strumenti da lui utilizzati.

La figura del marmista

Il lavoro svolto dal marmista è piuttosto complicato, a differenza di quanto molti possano pensare. Per definirlo in maniera generale, il marmista non è altro che un artigiano in grado di movimentare, tagliare e più in generale lavorare varie tipologie di materiali diversi come il marmo, le arenarie e i graniti. Come qualsiasi lavoro appartenente al ramo dell’artigianato, si tratta di un’attività che viene tramandata di padre in figlio e che soprattutto richiede una grande passione alla base di un’elevata esperienza. Ovviamente, al giorno d’oggi l’attività risulta essere più semplice grazie alla diffusione delle nuove tecnologie e grazie soprattutto all’impiego di macchinari specifici che rendono il lavoro più sicuro e preciso.
Il marmo, in ogni caso, è un materiale che si presta a svariati utilizzi, soprattutto in settore edile e di arte funeraria. Alla base di tutte le lavorazioni, però, vi sono comunque due fasi: quella pratica in cui viene svolta l’attività manuale per eseguire la prestazione; quella di progettazione, ideazione e disegno che si celano dietro il lavoro finale. Dunque, possiamo dire che il marmista non è un semplice artigiano, ma un vero e proprio artista in grado di creare vere e proprie opere d’arte semplicemente partendo da blocchi di marmo. Vediamo di seguito quali sono le attrezzature che il marmista utilizza per svolgere il proprio lavoro.

Strumenti del marmista

Come anticipato precedentemente, gli strumenti utilizzati dal marmista si sono evoluti nel tempo, permettendo a questo di utilizzare al giorno d’oggi dei macchinari abbastanza avanzati tecnologicamente in modo da facilitare le varie fasi della lavorazione. Per questo motivo, il taglio del marmo viene ormai eseguito in completa sicurezza senza diminuire gli standard qualitativi necessari per ottenere un buon risultato finale. A questi, poi, si aggiungono anche gli utensili manuali. I più utilizzati per l’arte funeraria sono quelli diamantati per pantografo CNC, ovvero con punte monotaglienti o bulini, che permettono di incidere ed effettuare scritture o bassorilievi. In più, per la rifinizione il marmista utilizza dischetti lucidanti e tutta l’attrezzatura relativa alla movimentazione di lastre e manufatti. Inoltre, un altro strumento tipico è la bocciarda, ovvero un utensile simile al martello che permette di lasciare una texture superficiale che dona al marmo un effetto rustico e naturale a primo impatto visivo. Questa tecnica, infatti, è molto utilizzata per gli elementi lapidei.


In ogni caso, gli strumenti utilizzati dal marmista dipendono anche e soprattutto dalle esigenze del cliente e dalle sue richieste, per cui è possibile anche utilizzare il martello pneumatico, le gradine, lo scalpello, la smerigliatrice o le gradine utilizzare soprattutto per finire e sgrossare il materiale. Per concludere, utilizzare delle attrezzatura di alta qualità rappresenta sempre la scelta migliore per cercare di ridurre al massimo i costi di taglio, trattamento della pietra e lucidatura, evitando soprattutto sprechi.

Attività di un marmista

Le attività svolte dal marmista possono svolgersi in laboratori specializzati industriali oppure artigianali. Talvolta il marmista lavora anche in cave o cantieri all’aria aperta se il marmo è di grandi dimensioni e necessita di essere lavoratore direttamente all’interno del luogo a cui è destinato. In ogni caso, la prima fase dell’attività del marmista consiste sicuramente nella creazione di un progetto e nella realizzazione del conseguente disegno, i quali scaturiscono da un’idea di fondo che si sviluppa sulla base delle indicazioni fornite dal cliente. Durante questa fase, ovviamente, è molto importante avere le idee ben chiare in modo da mettere su carta tutto ciò che si vuole realizzare. Una volta fatto ciò si passa alla scelta del marmo, il quale deve essere sempre di ottima qualità se si vogliono ottenere dei risultati per lo meno soddisfacenti. Infine, si può procedere con la lavorazione diretta del marmo che inizia con la movimentazione e con il taglio dei blocchi e delle varie lastre. Quest’ultima fase deve essere sempre eseguita con la massima attenzione in quanto può pregiudicare l’esito finale del lavoro.
Infine, poi, ci si potrà dedicare alla messa in opera e alla manutenzione del marmo, un materiale delicato che richiede numerosi trattamenti.